giovedì 18 settembre 2014

Making a Scene with James Franco: online i primi episodi

Sono disponibili online i primi quattro episodi dell'innovativa web series AOL On Network prodotta, diretta e interpretata da James Franco, chiamata Making a Scene with James Franco

Il divertente progetto è nato qualche mese fa, quando Franco ha chiesto agli utenti di internet di tutto il mondo di inviargli le loro scene di film preferite. Raccolto tutto il materiale, lui e il suo team hanno selezionato quelle che ricorrevano più frequentemente e hanno scritto i titoli dei rispettivi film su una ruota, tipo quella della fortuna. Hanno fatto fare alla ruota due giri per volta, in modo che si fermasse, a turno, su due titoli e da qui è partito concretamente il progetto: ricreare le scene più famose dei film più amati di sempre combinandone due in un unico segmento. Protagonisti di questi speciali rifacimenti, lo stesso James Franco e i suoi soliti collaboratori, da Scott Haze a Ahna O'Reilly a Jacob Loeb.



Così è stata ricreata la celeberrima scena di ballo di Dirty Dancing nel contesto splatter delle Iene di Tarantino o è stata messa in scena una tavolata a cui prendono parte Batman, Robin e il Jocker di Christopher Nolan insieme ai burtoniani Beetlejuice e Lydia.

La combinazione di vari elementi non ha riguardato solo scene di diversi film, ma anche riadattamenti di film celebri in un altro genere. In uno degli episodi già disponibili on-line, ad esempio, è stato scelto il genere "film muto" e la ruota si è fermata su Taxi Driver. Risultato? La scena in cui De Niro chiede allo specchio: "You talkin' to me?" è solo mimata ed è girata in un bianco e nero e con una musichetta di sottofondo degni del miglior Chaplin anni Trenta. O ancora, la scena terrificante dello Shining di Stanley Kubrick ("Here's Johnny!") è diventata un romantico gioco di ruoli.

Per i prossimi episodi in uscita, James Franco ha già promesso un incontro tra un horror e un porno. Noi non vediamo l'ora. Intanto ecco il primo episodio.



Su aol.com gli altri episodi andati in onda ieri dopo lo streaming live dove James ha risposto in diretta alle domande dei fan.

mercoledì 17 settembre 2014

James Franco e i suoi mentori su Esquire di ottobre

"Chi ti ha reso l'uomo che sei oggi?" Questa la domanda a cui hanno risposto 50 uomini dello spettacolo su Esquire di ottobre, con un numero dedicato ai mentori. James Franco, che di insegnanti ne ha avuti parecchi, indica però Andy Warhol come principale fonte di ispirazione: Guardo ad Andy Warhol, che ha diretto film, ha dipinto, scattato foto, prodotto musica—per me è il tipico modello che mi fa dire "Si, perchè non farlo?"



Potete leggere su Esquire l'articolo completo accompagnato da una video intervista.

martedì 16 settembre 2014

Il book trailer di 'Hollywood Dreaming'



"Hollywood Dreaming: Stories, Pictures, and Poems", il nuovo libro di James Franco, uscirà il 23 settembre per Insight Editions. Potete prenotarlo a questo indirizzo. Ecco il trailer di presentazione.


Nuove interviste a James Franco

Vi segnaliamo due nuove video interviste uscite in questi giorni. La prima, di The Hollywood Reporter, arriva dal TIFF in occasione della premiere di "The Sound and The fury"; la seconda, è stata girata in Ohio da Lantern TV, dove James si trova per le riprese di "Zeroville".



sabato 13 settembre 2014

Good People: prima clip con James Franco e Kate Hudson



Good People (qui i nostri articoli) uscirà in pochi cinema selezionati USA il prossimo 26 settembre e in Italia il 2 ottobre. Ecco una prima clip in cui James Franco e Kate Hudson (Tom e Anna Wright) vengono interrogati dopo la morte del loro vicino di casa.


Zachary Quinto parla di James Franco e del film 'Michael'



Le riprese di Michael (qui tutti gli articoli a riguardo pubblicati sul blog) si sono concluse a New York a fine agosto, giusto a ridosso dell'arrivo di James a Venezia e del primo ciak di Zeroville.

Nel corso delle ultime settimane abbiamo visto James diventare biondo, girare alcune scene a Long Island con la compagna di set Emma Roberts, ma soprattutto legare con Zachary Quinto, rivelando un'alchimia che certamente farà bene al film.

A tal proposito Quinto, intervistato da thebacklot, ha parlato di come è stato lavorare con James:

Lavorare con James è stato fantastico. Lui è un po' il punto di riferimento per quel che concerne la diversità e la diversificazione nel mondo degli attori/produttori/artisti. Siamo andati molto d'accordo. Abbiamo lavorato davvero molto bene insieme. E' un'ispirazione per me, per vari motivi. E' molto coraggioso se pensiamo a quali argomenti decide di affrontare ed è uno di quelli che cerca l'interazione con altre persone per condividere con loro quello che sa e com'è cresciuto e io questo lo rispetto. Sono molto grato per aver lavorato con lui ad un piccolo progetto ben definito. Lui si muove sempre negli ambiti più diversi, quindi è stato bello poter lavorare a qualcosa per la quale siamo entrati subito in sintonia, serenamente. Qualcosa di emotivamente radicato. E' stato incredibilmente stimolante lavorare a questo film. Sono veramente contento di averlo fatto e che l'esperienza sia risultata del tutto positiva. Avrei voluto che le riprese fossero durate più a lungo. E' stato piuttosto breve, tre settimane al massimo.

Diretto da Justin Kelly e con Gus Van Sant come produttore esecutivo, Michael è attualmente in post-produzione. E' ancora presto per parlare di uscita, ma a noi sembra il titolo perfetto per la platea del Sundance. Incrociamo le dita.

Of Mice and Men: al cinema dal 6 novembre



Il revival teatrale di Of Mice and Men diretto da Anna D. Shapiro e con James Franco, Chris O'Dowd, Leighton Meester e Jim Norton arriva nel sale a partire dal 6 novembre. Lo spettacolo, tratto dalla novella di John Steinbeck — che racconta la tragica storia di due braccianti alla ricerca di fortuna nella California della grande depressione — ha ottenuto il plauso unanime di pubblico e critica, con 19 settimane di repliche e un incasso di 3.8 milioni di dollari che, ad oggi, è il più alto mai ottenuto dal Longacre Theatre.

Of Mice and Men arriverà dunque in oltre 700 sale sparse tra America e Canada grazie al London's National Theatre Live e distributo attraverso BY Experience e Fathom Events. I biglietti sono già disponibili su NTLive e ulteriori nuove date sulla distribuzione inglese e internazionale verranno comunicate a breve.

venerdì 12 settembre 2014

James Franco acquista i diritti del libro 'Rant' di Chuck Palahniuk



James Franco ha acquistato i diritti di Rant (in Italia Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey, edito da Mondadori) romanzo di Chuck Palahniuk pubblicato nel 2007.

A rivelarlo in esclusiva il sito Litreacto, che riporta le parole dello stesso Palahniuk:

"Giusto ieri sera abbiamo raggiunto un accordo con James Franco per opzionare il mio romanzo Rant. Dettagli sul cast, le riprese e una possibile data di uscita verranno comunicati presto. Evviva. Dopo avere avuto l'opportunità di lavorare con Brad Pitt, Edward Norton e Sam Rockwell, non riesco ad immaginare un attore più stimolante di James Franco."

Non è ancora chiaro quindi se James dirigerà o interpreterà il film, ma in attesa di avere altre notizie a riguardo, ecco la sinossi del romanzo:

"Rabbia" prende la forma di una storia (romanzesca) orale di Buster "Rant" Casey, nella quale un assortimento di amici, nemici, ammiratori, detrattori e familiari dicono la loro su questo personaggio malvagio (ma forse no), morto in circostanze tanto misteriose quanto leggendarie, che forse è stato il più efficiente serial killer di questa epoca. Buster era il tipico ragazzino di una cittadina nel bel mezzo del nulla, alla ricerca di emozioni forti in un mondo di video games e di film di avventure e di azione. Dopo le prime ribellioni al liceo scappa dal suo villaggio natale di Middleton e va nella grande città, dove ben presto diventa il leader di un gruppo di giovani dediti a una sorta di rito-gioco di demolizione urbana chiamato Party Crashing: nelle notti prescelte i partecipanti decorano in modi bizzarri le loro auto e quando arriva il momento cominciano ad attaccarsi a vicenda cercando di cozzare colle proprie vetture contro quelle degli altri. In occasione di una di queste violente cacce notturne Casey incontra la morte al volante. E dopo la sua morte spettacolare, i suoi amici raccolgono le testimonianze necessarie a ricostruire una storia orale della sua breve vita. Ma Casey è morto davvero?

giovedì 11 settembre 2014

Francophrenia a Milano per 'Le vie del cinema 2014'



Dopo essere stato presentatolo scorso 28 giugnoalla 50a edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, Francophrenia (or: Don't Kill Me, I Know Where the Baby Is) sbarca a Le vie del cinema 2014, annuale manifestazione milanese che proietta in anteprima alcune delle pellicole passate ai Festival di Venezia e Locarno, ma anche opere dei Festival di Pesaro, Torino, Bergamo e Milano.

Francophrenia è un film sperimentale creato interamente dal materiale documentario di James Franco, raccolto mente girava un episodio della soap opera americana General Hospital. Il risultato è un ritratto intriso di humour nero del dietro le quinte dello spettacolo televisivo e un'opera sulla distruzione della celebrità che ne è protagonista. "Il progetto è stato rimontare le immagini girate dal team di Franco in modo che conservassero il loro potere inquietante e al tempo stesso si adattassero al concetto che la nostra idea narrativa voleva imporre loro" (Ian Olds, regista del film)

L'evento, in collaborazione con l'Associazione Culturale Formacinema, prevede due proiezioni (in lingua originale con sottotitoli in italiano) che si terranno il prossimo 20 settembre presso il Cinema Bealtrade di Milano, alle ore ore 18.30 e 22.00.

I biglietti saranno in vendita a partire dal 12 settembre, online sul sito www.lombardiaspettacolo.com

mercoledì 10 settembre 2014

LA RECENSIONE: The Sound and The Fury



di Chiara Fasano

"Life's but a walking shadow […] / […] It is a tale / told by an idiot, full of sound and fury / signifying nothing." "La vita non è che un'ombra che cammina […] / […] un racconto / narrato da un idiota, pieno di urlo e furore / che non significa niente."

Quell'urlo e quel furore di cui parlava il re di Scozia Macbeth nel monologo più famoso della tragedia shakespeariana hanno dato il titolo all'omonimo romanzo dello scrittore americano William Faulkner, il quale voleva, così, sottolineare lo stesso pensiero del drammaturgo inglese e cioè che per quanto gli uomini e le loro vite siano ordinari, piccoli, effimeri in rapporto all'immensità del tempo e dello spazio, in quel misero tempo in cui è dato loro di vivere, sono travolti da vortici di accadimenti, da uragani di situazioni e di rapporti umani, da quello stesso urlo e quel furore che fanno di ogni irrilevante piccola vita un'esperienza epica. Qui sta la grandezza di William Faulkner, che come Shakespeare, raccontava di uomini e gesti quotidiani, ma con una scrittura in grado di elevare quelle storie ad un valore assoluto, universale, eterno.

E ha fatto bene James Franco a riportare quei versi del Macbeth in apertura del suo adattamento cinematografico del romanzo di Faulkner, presentato alla 71° Mostra del Cinema di Venezia, come fosse un avvertimento per lo spettatore: attenzione a quello che stiamo per mostrarvi, non fermatevi alla superficie della vicenda, elevatevi insieme a lei. Non a caso Franco, in conferenza stampa, ha detto che quando pensa al romanzo di Faulkner non gli viene in mente tanto la trama, il cosa, ma il come, il modo in cui è stata elaborata. 



La storia di partenza è quella di una famiglia americana del Mississippi della fine degli anni Venti, un tempo aristocratica e istruita, ma ora in decadenza, un po' per la crisi economica, un po' per eventi interni al nucleo familiare: il ritardo mentale di uno dei figli, Benjy (interpretato nel film da James Franco), il suicidio di quello più promettente, lo studente di Harvard, Quentin (Jacob Loeb), la scandalosa gravidanza dell'unica figlia, Caddy (Ahna O'Reilly), costretta ad abbandonare la sua bambina alla nonna e al terzo figlio, il represso e violento Jason (Scott Haze). Nel romanzo, la vicenda non è raccontata da un freddo e obiettivo narratore esterno, ma è divisa in quattro capitoli, ciascuno dei quali ha un protagonista, rispettivamente Benjy, Quentin, Jason e la serva Dilsey ed è attraverso i loro occhi, i loro pensieri, i loro ricordi, i loro flussi di coscienza, che si va progressivamente a conoscere la storia. James Franco ha coraggiosamente scelto di seguire la stessa struttura del romanzo, dividendo il film questa volta in tre capitoli ("ìBenjy", "Quentin", "Jason"), e quindi narrando a partire da tre prospettive. Ma c'è di più: come Faulkner con i suoi lettori, Franco proibisce allo spettatore di restare comodamente seduto in poltrona a guardare la storia svilupparsi davanti ai suoi occhi. Franco, come Faulkner, chiede allo spettatore di partecipare attivamente ai fatti, guardare e ricostruire gli eventi con gli occhi dei personaggi, introdursi nei loro ricordi, elaborare i loro pensieri, così sarà egli stesso a mettere insieme, pian piano, le tessere di quello che sarà il mosaico finale. Solo allora potrà tornare sulla poltrona, guardare il mosaico finito a distanza e ammettere di aver capito, che è tutto molto semplice, che quella storia è la sua storia, perché in questa vita cosa c'è di più prezioso dei legami con le persone a cui teniamo più che a noi stessi? Cosa ci distrugge di più del vederci strappato via qualcosa di estremamente importante? Cosa ci annienta di più di quando perdiamo tutto quello che, di fatto, ci teneva in vita? Così noi siamo Benjy, quando ricorda con confusa nostalgia gli odori del passato; siamo Quentin quando si strugge di gelosia, invidia, angoscia e amore estremo; siamo umani, terreni e colpevoli nostro malgrado tanto quanto Caddy; abbiamo negli occhi la stessa disperazione di Jason quando cerca con le ultimissime forze di aggrapparsi a quel poco che gli resta quando ormai ha perso tutto. Capiamo così che nulla è ordinario, banale o irrilevante nelle nostre piccole vite. Che ogni piccola vita è travolta dall’urlo e dal furore. Che ogni piccola vita è epica. 

Faulkner si occupò anche di cinema e sarebbe stato fiero di questo adattamento, forte di una regia solida e consapevole, di una perfetta ricostruzione storica, di un uso sapiente della fotografia che scandisce i salti temporali, di un cast in stato di grazia (Scott Haze e Ahna O'Reilly un gradino sopra gli altri) e che ha come pregio maggiore il rispetto profondo nei confronti del materiale originario e la fedeltà al suo spirito. 

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