mercoledì 18 giugno 2014

My Friend, Jonah



di James Franco

Parlo qui dell'’Apocalisse di Jonah Hill. Sarà particolarmente spassoso.

Jonah è una persona estremamente divertente, un brav'uomo adorabile, pieno di qualità e con molti assi nella manica. Ha un potenziale enorme. Anch'io lavoro nell'intrattenimento, ma vesto abiti molto diversi.

Io, James Franco, stando all'aspetto esteriore - ovvero il caucasico maschio alfa - sono attualmente definito dalla Bibbia dei Produttori Esecutivi, dei Direttori dei Casting e dagli Studios come:

Caucasico, protagonista o non protagonista di drammi, Bromance, commedie stoner, Broadway e strane merdate indipendenti: etnicamente appartenente, grosso modo, all'ambiente della East Coast - un posto che 70 anni fa sarebbe stato occupato da Clark Gable o Cary Grant - quello poi progredito e definito in una categoria dagli italiani degli anni '70 come DeNiro e Pacino e dai duri e/o sensibili ragazzi ebrei interpretati da Dustin Hoffman.

All'inizio della sua carriera, comunque, Jonah veniva assunto per vestire gli stessi panni di Seth Rogen, quelli dell'"Ebreo Simpatico dalla Parolaccia Facile" - una forma più realistica, più affidabile, meno allucinata di John Belushi (o James Belushi, secondo Rogen) e del suo discendente pop, Chris Farley.

Poi le cose sono cambiate e culminate in The Wolf of Wall Street, acclamato da critica e pubblico. E' evidente ora che Jonah ha percorso una strada molto diversa da quella che ci si aspettava, una strada che sta velocemente svoltando nella Totale Grandezza.

Io ho un amico a Palo Alto, un dottore che quando aveva 30, 40 anni era il medico personale dei Grateful Dead. E' ebreo ed ha la stessa fisicità di Jonah (e di Seth Rogen, in verità). Gli stessi capelli ricci e lo stesso allegro modo di fare. Fatto, compiaciuto e egoisticamente pigro, tutto il tempo. E' un uomo che ora porta avanti una crociata contro le droghe ed è, nella mia mente, uno strano barometro dell'attrattiva del Jonah Hill personaggio pubblico.

Stranamente il dottore - uno che ha fatto da babysitter a Jerry Garcia mentre viaggiava per orbite cosmiche e ascoltava "Friend of the Devil" in mezzo a migliaia di persone fuori di testa - non mi ha mai nascosto negli anni che Seth Rogen non gli piace. Dai vecchi tempi di Pineapple Express alle nostre recenti collaborazioni in This Is The End, nel mio Comedy Central Roast e in The Interview, prossimo all'uscita.

Lo stesso uomo che odia Seth Rogen con tutto se stesso, un uomo che presumibilmente è legato dal Giuramento di Ippocrate, nutre una stima profonda per Jonah Hill. "Fa sempre bella figura quando è ospite in quei talk show", mi ha detto una volta.

Il genere creato da Seth e Judd Apatow e al quale io, in qualche misura, ho partecipato - 40 Anni Vergine, Superbad, Pineapple Express, Molto Incinta - il genere Bromance che include l'ingrediente cruciale dell'emozione permette alla commedia di non sovrastare l'integrità dei personaggi, così da creare empatia tra te e loro.

D'altro canto, Jonah è la versione più giovane di Seth, il quale conquistò il pubblico più giovane con Superbad - un film che aveva scritto per se stesso, con il suo partner creativo di sempre, Evan Goldberg, quando erano alle medie. Quando finalmente fu realizzato, Seth era troppo grande per il ruolo. Sul set di Molto Incinta tutti si resero conto che il sostituto di Seth Rogen in quella parte era sotto il loro naso. Una lettura veloce del copione nella roulotte della produzione convinse tutti che Jonah era perfetto per lo scemotto del liceo sguaiato e alla ricerca disperata di ragazze.

E fu perfetto. Jonah è talmente bravo in Superbad che esperti della parola come Eminem hanno imparato ogni sua battuta. Il problema dell'improvvisazione non è cosa da niente e qui bisogna considerare quanto Jonah abbia contribuito al film. Il discorso su chi sia il responsabile di quale battuta in questo tipo di film non è mai definito, perché queste sono commedie importantissime, in cui lavorano i migliori nel settore. In tutti i film - specialmente questi film, in cui la maggior parte delle scene è creata di fronte alla macchina da presa attraverso illuminazioni del momento - mettere etichette su chi ha fatto cosa è un esercizio futile perché i film sono dei veri e propri sforzi collettivi.

Comunque, che abbia contribuito per il 10 o per il 90 per cento alle battute della versione di Superbad distribuita nei cinema e amata da milioni di persone, Jonah è diventato una superstar della commedia dal giorno alla notte. Jonah ha detto di aver capito che il preciso momento in cui è successo è stato quando comparve il manifesto del film al Canter’s Deli sulla Fairfax, vicino casa sua: prima era solo un nerd che si aggirava da quelle parti una volta ogni tanto. Dopo, non riusciva a finire in pace la sua zuppa di matzoh perché doveva firmare autografi tutta la serata.

Non molto tempo fa, quando ormai Jonah è diventato un attore due volte candidato all'Oscar e destinato alla grandezza hollywoodiana, ho cercato di spiegare al dottrore di Palo Alto che Seth dovrebbe piacergli perché incarna quel tipo di controcultura che ammirava nei Grateful Dead. Seth fa i film che gli piacciono, a suo modo e con successo - è uno che non si inchina alle formule di cinema generalmente accettate e anzi, ha spianato la strada a personaggi come quello di Jonah, lo sguaiato anti-protagonista. Il buon uomo si è messo a ridere: "Beh, io parlo in base a quello che vedo nei film e nei talk show", ha detto. "Tu li conosci entrambi personalmente, quindi hai un'idea migliore di come siano. A me non piace l'immagine da strafatto di Seth."

Ora, cos'è questo bisogno di avere quel concetto astratto di "stima" a Hollywood? E quando diciamo "stima" cosa intendiamo? Nel mondo del cinema - in particolare quello degli attori - e delle celebrità, questo bisogno si esplicita in diverse varianti. In molti casi, indipendentemente dall'aspetto esteriore, per essere stimati si desidera essere attori a tutto tondo.

Perché scrivere di Jonah? Per usarlo come riflesso di me stesso e, per estensione, di tutti gli attori di questo folle business? O per andare ancora oltre, di tutte le persone di questo folle mondo? Nella sua ultima fatica, Jonah interpreta il rapace partner di Leo/lupo di Wall Street. Quando The Wolf of Wall Street avrebbe posticipato le riprese del nostro film che uscirà a breve, True Story, Jonah mi disse: "James, devi farmelo fare. C'è tutto quello per cui ho voluto fare l'attore: Scorsese, il personaggio alla Joe Pesci accanto a quello alla DeNiro di DiCaprio. Cioè, è il meglio!" E Jonah è straordinario nel film. E' forse un presagio di quello che farà ora Jonah al di là della commedia in senso stretto? Sarà il tempo a dirlo.

Il vero Jonah è emerso durante il mio Comedy Central's Roast. Io sarò pure stato quello sulla graticola, ma non ho guardato di proposito i roast precedenti per restare totalmente sorpreso da quello che mi sarebbe accaduto. Credevo, sbagliandomi, che solo io sarei stato l'oggetto degli attacchi da parte degli otto partecipanti allo show - per questo non ho avuto problemi a chiedere ai miei amici di partecipare.

Ma non sapevo che ognuno avrebbe attaccato anche gli altri e non solo me. So che Jonah ne era al corrente e ha comunque accettato di parteciparvi. Se non avesse fatto altro per me, direi che questa partecipazione al roast ha dimostrato tutta la sua lealtà e amicizia nei miei confronti. Lo spettaccolo si è quasi trasformato nel Roast di Jonah Hill e lui sapeva che sarebbe accaduto. Tutte le battute e le critiche che temeva e che ha schivato in This Is The End, gli sono arrivate potentemente addosso durante il roast. Ed è sopravvissuto.

Io credo che Jonah sia emerso come una persona migliore dopo quell'esperienza perché ha affrontato le sue paure e in un modo così pubblico. Da questo punto della sua carriera e della sua vita, Jonah può compiere delle scelte da un punto centrale, perché ha accettato quello che è: un timido giovane di talento che può fare tutto (commedia e dramma) meglio di chiunque altro.

@VICE, traduzione italiana Chiara Fasano

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